Porte chiuse per i privati alla Sapienza

Oggi, nel dipartimento di chimica, ASC DOBFAR, MENARINI BIOTECH, UNILEVER – tre aziende farmaceutiche multinazionali – terranno una conferenza volta all’inserimento degli studenti nel mondo del lavoro.

Tali aziende, già forniscono fondi per la formazione dei chimici, sostenendo economicamente i laboratori del dipartimento. Il loro obiettivo è indirizzare gli studenti verso un futuro posto di lavoro, ovviamente quello da loro offerto. Questa iniziativa è stata proposta ed esaltata da vari professori come una grande opportunità per il futuro degli studenti, nell’attuale disastrosa situazione economica. Ma qual è realmente il lavoro che vogliono offrire?

Il gruppo UNILEVER nel 2010 ha fatturato 44,3 miliardi di euro risultando terza a livello mondiale nel settore alimentare, dietro Nestlè e Kraft, e seconda nella cosmesi e prodotti per la casa, dietro Procter & Gamble. L’azienda è stata segnalata e in molti casi sanzionata per abusi di potere e sfruttamento nei confronti dei suoi lavoratori, per le devastazioni ambientali compiute, per la non regolare sperimentazione animale e per aver promosso un cartello con le altre multinazionali operanti nel settore per regolamentare i prezzi.

Tale conferenza è l’ennesima dimostrazione del sempre più massiccio ingresso di interessi privati nell’università, che produce da un lato un impoverimento dell’offerta formativa con un’istruzione che tende sempre più all’indottrinamento, dall’altro l’asservimento e l’indirizzamento della ricerca verso logiche di profitto.

È evidente che i privati non hanno interesse nell’incoraggiare la formazione di individui con una coscienza e conoscenza critiche, ma esclusivamente il profitto dell’azienda.

Aspirano allo scienziato preparato ma cieco. Noi studenti aspiriamo ad essere meri esecutori di istruzioni tecniche, o attivi nella scelta degli indirizzi e delle modalità della ricerca?

Se anche l’Università accoglie le aziende e i loro soldi stendendo il tappeto rosso, noi qua non li vogliamo!

Assemblea dell’Officina di Fisica

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